C'era una volta il mito del progresso. Il progresso era qualcosa di assoluto, qualcosa di inesorabilmente sublime, che avrebbe migliorato ad libitum le nostre esistenze, rendendole più comode, confortevoli, garantite, spensierate, appaganti. Avrebbe risolto il problema della fame nel mondo, delle guerre e guerricciole sparpagliate qui e lì, insomma, una mano santa verrebbe da dire, salvo che la Chiesa in quel periodo contava meno.

Oggi invece la situazione è completamente ribaltata. Il progresso è diventato un concetto che spaventa, forse per la sua incomprensibilità, ed ha ceduto il passo al ritorno del soprannaturale, includendo opportunamente nella categoria dalle cartomanti ai porporati. Perché?

Stavo rileggendo le pagine di Wikipedia relative alla relatività di Einstein. Una di quelle teorie che conoscono in pochissimi, ma di cui tutti, almeno una volta nella vita, hanno citato il nome. Per la cronaca io appartengo alla seconda categoria, non sono un fisico né uno scienziato in generale.

Mi è venuto da pensare che probabilmente i recenti progressi (al plurale) della scienza, e per recenti intendo da metà ventesimo secolo ad oggi, sono di una natura talmente intrinsecamente inaccessibile all'uomo medio, che la loro comprensione ne è esclusa a priori. Colpa della scienza? Colpa dell'uomo medio? In realtà di nessuno dei due.

La scienza usa il suo linguaggio, che risponde primariamente all'obiettivo di essere efficiente ed efficace per comunicare ed elaborare concetti scientifici. Sta all'uomo medio compiere uno sforzo fondante ed acquisire gli elementi di quel linguaggio. Tuttavia, a sua discolpa, va appunto detto che la complessità del linguaggio e dei concetti basilari è oramai talmente onerosa da essere insormotabile per chi non abbia dedicato almeno in parte consistente la propria vita al suo studio.

Per contro il soprannaturale è decisamente più andante: fumi e coreografie, qualche sparizione seguita da qualche apparizione, ma solo raccontate, il futuro nel fondo del caffè, un paio di miti e quello che non si capisce, beh, quello è dogma di fede. Purtroppo, come una palla che toccando il limite della stanza rimbalzi sulla parete, temo che l'uomo medio stia rimbalzando nel centro della sua semplicità, spaventato da ciò che non comprende, come un bimbo al buio.