La legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza è ovviamente una di quelle leggi che, per l'argomento di cui tratta, viene e verrà periodicamente criticata o addirittura presa d'assalto in sempiterno, amen.

Perché però la discussione possa svilupparsi in maniera costruttiva devono a mio avviso esserci alcuni punti fondamentali su cui deve riconoscersi la concordia delle parti dialoganti, altrimenti discussione non può esserci.

Il primo di questi è indubbiamente la prevalenza della salute della donna su quella del feto. Questo principio di base, che a me pare tanto ovvio, evidentemente non lo è per tutti, dato che capita di leggere che nella 194 mancano completamenti i diritti del diretto interessato, ovverosia il feto. Sbagliato.

La 194 non si occupa del feto in quanto soggetto legalmente riconosciuto; si occupa della donna. E ne ha ben d'onde. Dovrebbe essere superfluo notare, ma non lo è, che l'unica vita di cui si ha evidenza innegabile è proprio quella della donna, che invece gli antiabortisti (e le antiabortiste, signore mie!) sembrano non vedere, nonostante sia attorno all'oggetto dei loro pensieri, ovvero il feto medesimo.

La salute della donna, intesa nel senso più completo di salute fisica e mentale deve essere il primo obiettivo di preservazione e dunque al primo posto nella discussione.

Secondo: la contraccezione! Qui, cari antiabortisti, casca un asino mastodontico. Leggo qui e lì in rete che la Chiesa Cattolica profonde un enorme sforzo nell'educazione sessuale e che quindi non dovrebbe essere tacciata di favorire le gravidanze indesiderate perché anzi le combatte.

Benissimo, vediamo in cosa consiste questo insegnamento. Astinenza. Matrimonio. Rapporto sessuale finalizzato alla procreazione. Perdonate: temo di non aver capito.

Questa (lo diciamo sinceramente?) è ipocrisia bella e buona. Ma come? Per determinare se il feto è o meno un individuo e più ancora una persona, andate a scomodare la genetica e la biologica, ma la meccanica di una guaina di lattice non la prendete neppure in considerazione?

Io trovo davvero inaccettabile che chi a gran voce dichiara che l'aborto è un crimine intollerabile, poi biecamente rifiuti di promuovere tutti quei metodi tanto semplici e così sicuri per eliminare il problema alla radice quando (per altro) ancora non divide le coscienze.

Finché le gerarchie ecclesiastiche non avranno deciso di rinunciare a questo retrogrado oscurantismo sulla contraccezione e non avranno detto chiaramente che la vita manifesta della madre ha incontrastata priorità sulla presunta vita di un feto, credo che una discussione sana e fruttifera non possa in alcun modo esistere.