Quando i blog sono nati, circa dieci anni fa, erano più precisamente dei Web Log, cioé dei diari tenuti sul web. Avevano molti un senso compiuto ed erano ricchi di materiali interessanti perché chi scriveva desiderava selezionare il materiale pubblicato prima di metterlo on-line.

Non so perchè alle quattro e mezzo del mattino mi sono messo a fare un giro su splinder (avrebbe potuto essere qualsiasi altro portale). Facendo zapping fra i blog, un fiume enorme di futilità mi ha nuovamente travolto. Persone che bloggano ogni minima sciocchezza passi loro per la testa dentro a pagine rigurgitanti grafiche pacchiane e a volte semplicemente illeggibili.

Da bambina mia sorella teneva un diario. Teneva significa anche teneva sotto chiave e se mi fossi azzardato a toccarlo, oggi non avrei più dita per scrivere sulla tastiera. Quel diario era il luogo dei pensieri intimi, degli stati d'animo, che venivano preservati dall'oblio del tempo per rileggerli in futuro o farli leggere a qualcuno di caro.

Niente a che vedere con i muri dei bagni della stazione che molti chiamano blog. Non sarebbe più interessante leggere il blog di un viaggio, il blog di un esperimento di vita, il blog di un progetto, di qualcosa con un suo senso piuttosto che questa ridda di banalità presentate come massima espressione di sé e che invece sono solo massima dimostrazione di aridità?

Ma dimentico che questi ultimi anni hanno promosso modelli di sputtanamento pubblico della vita privata, passando per reality show, salotti plastificati e inchieste sul privato delle persone. Persone che, a lavaggio del cervello ultimato, hanno finito per sentirsi perdute se gli altri (non importa chi essi siano) non sanno ogni minima vaccata stia loro succedendo.

Qualcuno cerca ancora la qualità della vita? Oppure l'importante è ormai presenziare anche se non si ha nulla da dire?